Cosa vedere in più giorni

Avete deciso di restare in città almeno tre notti e questa scelta non potrà fare altro che premiarvi!
Avrete probabilmente già seguito i nostri percorsi su cosa vedere in un giorno e cosa vedere in un weekend, ed ora che siamo al terzo giorno è venuto il momento di farvi scegliere.
Vi proponiamo perciò due alternative: la prima è per chi vuole restare in città, la seconda è per chi ha voglia di muoversi e visitare l’hinterland ascolano.

1 - Visite a musei, mostre ed eventi

2 - Tour nell'hinterland ascolano

Castel Trosino

Dall'aspetto tipicamente medievale il castello sorge sulla sommità della rupe di travertino costituita da un unico grosso masso che si distaccò dalle propaggini di Colle San Marco in tempi lontanissimi. Domina un vasto panorama e risulta essere un ottimo punto strategico di osservazione. La parte più antica del borgo è costituita dalle abitazioni che si trovano all'interno delle solide mura cui si accede attraverso il varco, che presenta un arco a tutto sesto, sul quale è incardinato il portone. Castel Trosino nacque come punto di avvistamento e scoperta e fu qui costruito per sfruttare la facile difendibilità del luogo. Nell'anno 1893, fu scoperta l'enorme necropoli longobarda, scavata da Raniero Mengarelli, che contò il rinvenimento di oltre 260 tombe, in alcune sono state rinvenute preziose manifatture realizzate in vetro, oro ed argento.

1

Offida

Bellissimo borgo medievale, non c'è traccia storica certa fino al 578 d.C. quando gli Ascolani in fuga per l'invasione longobarda fondarono diversi castelli nei colli piceni, compresa Offida. Oltre al centro storico, si consiglia vivamente la visita alla Chiesa di Santa Maria della Rocca: in stile romanico e gotico è circondata su tre lati da altrettanti dirupi che la ritagliano esaltandone l'imponenza ed aprendola allo sguardo di due vallate. Offida è rinomata anche per il tradizionale carnevale, di origini antichissime e caratterizzato da manifestazioni che traggono origine probabilmente dai saturnali romani. Famoso anche il merletto a tombolo di Offida, di ricercatezza e qualità uniche, tradizione che si tramanda da almeno cinque secoli da madre in figlia. Le prime testimonianze storiche dell'uso del tombolo a fuselli risalgono al Cinquecento, ma alcune opere pittoriche, insieme ad altre tracce, lasciano pensare che la tradizione fosse già salda almeno due secoli prima. Infine vanno citate le numerose cantine vitivinicole, che hanno per tradizione la sola produzione di vini di qualità: i vini bianchi per eccellenza come Passerina e Pecorino ma anche il Rosso Piceno Superiore.

2

Ripatransone

È situata su un alto colle (494 m s.l.m.) a breve distanza dal mare Adriatico, ed è fra i centri più antichi della provincia, nella quale possiede anche uno dei territori comunali più estesi. Città d'arte con numerose strutture museali, è stata insignita del marchio di qualità turistico- ambientale della Bandiera arancione da parte del Touring Club Italiano. È detta Belvedere del Piceno per l'ampia visione panoramica che offre.

3

Acquaviva Picena

La bellezza del panorama ammirabile dalle mura di Acquaviva, a 350m slm, è proprio uno dei motivi che spingono i visitatori ad esplorare questo incantevole borgo marchigiano: si possono intravedere infatti da qui sia il Mare Adriatico, che i monti Sibillini, che le cime del Gran Sasso. Il piccolo abitato di Acquaviva Picena è un motivo più che valido per allontanarsi dalle meravigliose coste delle Marche, ed esplorare l’entroterra di questa regione sorprendente. Il sito di Acquaviva fu abitato fin dalla preistoria, della quale ha restituito numerosi reperti soprattutto d'epoca picena, ma anche d'età romana. Il borgo fu in origine possedimento farfense (947), poi divenne feudo della famiglia degli Acquaviva (da cui il nome) che nel XIII secolo vi edificò la Rocca di Acquaviva Picena, una maestosa fortezza trecentesca che domina la cittadina. La rocca è stata dichiarata monumento nazionale dal 1902.

4

Grottammare

Grottammare ha origini antichissime. Vi sono tracce antropiche risalenti al Neolitico. Sul suo territorio è stata scoperta una necropoli picena risalente al VII-V secolo a.C. Di enorme importanza, per la storia nazionale, l'incontro che vi si tenne il 12 ottobre 1860, tra Vittorio Emanuele II, ospitato a Palazzo Laureati, e una delegazione di notabili partenopei che gli offrirono formalmente il Regno delle Due Sicilie. L'impianto urbanistico riprende quello romano. Tale sistema prevedeva l'incrocio di due assi principali, il cardo (in linea di massima con direttrice nord-sud) e il decumano (est-ovest). Nell'incrocio si trovava quasi sempre il foro, ossia la piazza principale della città. Il resto dell'insediamento si sviluppava su vie parallele ai due assi viari principali. Nonostante modifiche all’assetto urbanistico, il borgo conserva ancora il fascino semplicemente medievale di un tempo.

5

Torre di Palme

È un borgo medievale che conserva interamente l'antico incasato e, costituendo un punto elevato molto vicino al mare, gode di una notevole veduta panoramica sul litorale marino, in corrispondenza della vicina frazione di Marina Palmense. Torre di Palme ha origine remota nell'antica città picena di Palma, fondata nel VI secolo a.C. e ricaduta nell'orbita romana con la conquista della regione nel 268 a.C. Il capoluogo dell'Ager Palmensis fu centro di grande importanza strategica marittima, ma anche famoso in tutto l'impero per la produzione del vino. Da visitare la Chiesa di Sant’Agostino, in cui poter ammirare il polittico del Crivelli e l’area naturalistica dove è presente la macchia mediterranea.

6